Un banner promozionale senza alternativa testuale può impedire a una persona cieca di conoscere un’offerta. Un’icona di acquisto senza nome può bloccare una conversione. Gli accessibilità immagini alt text requisiti non sono quindi un dettaglio editoriale: incidono sull’accesso a informazioni, servizi e funzioni essenziali del sito.

Per chi gestisce un e-commerce, un portale di servizi o un sito istituzionale, il testo alternativo è una parte concreta della compliance. Rientra nei requisiti di accessibilità dei contenuti non testuali e richiede un metodo: capire la funzione dell’immagine, scrivere un’alternativa equivalente, verificare il risultato e mantenerlo corretto quando il sito cambia.

Requisiti di accessibilità per immagini e alt text

Il riferimento tecnico centrale è il criterio WCAG 2.1 1.1.1, Contenuti non testuali. Il principio è semplice: quando un contenuto visivo trasmette informazione, svolge un’azione o raccoglie dati, deve avere un’alternativa testuale che ne renda disponibile lo stesso scopo.

Per molti servizi digitali rivolti al pubblico, le WCAG 2.1 livello AA sono il traguardo operativo più usato nella progettazione e nella verifica della conformità. Nel quadro dell’European Accessibility Act, applicabile dal 28 giugno 2025 ai prodotti e servizi interessati, trascurare le immagini può trasformarsi in una criticità di accesso, reputazione e gestione del rischio. Il requisito non si risolve inserendo parole casuali nel campo `alt`: conta l’equivalenza dell’esperienza.

Uno screen reader legge il testo alternativo per restituire all’utente il significato o la funzione dell’elemento. Se quel testo è assente, generico o ridondante, la persona riceve informazioni parziali. Se invece l’immagine è solo decorativa e viene descritta inutilmente, la navigazione diventa rumorosa e lenta. Accessibilità significa anche togliere ciò che non serve.

Alt text requisiti: cosa scrivere in base all’immagine

Non esiste una formula universale. Lo stesso file grafico può richiedere testi diversi a seconda della pagina e del contesto in cui appare. La domanda da fare non è “che cosa vedo?”, ma “che cosa deve capire o fare l’utente qui?”.

Immagini informative

Un’immagine informativa aggiunge un contenuto che non è già espresso nel testo vicino. L’alt deve comunicarne l’informazione rilevante, senza descrivere ogni dettaglio visivo.

Per esempio, la foto di una rampa d’accesso in una pagina dedicata alle sedi accessibili potrebbe avere come alternativa: “Ingresso principale con rampa per sedie a rotelle”. Scrivere “Foto di una rampa” è meno utile: annuncia il formato, ma non il dato che serve all’utente.

La lunghezza dipende dalla complessità. Un alt di poche parole è spesso sufficiente per una fotografia o un’illustrazione semplice. Un’immagine che contiene dati articolati richiede invece una soluzione aggiuntiva, come una spiegazione completa nel testo che la precede o la segue. L’alt non deve diventare un paragrafo impossibile da ascoltare.

Immagini funzionali e pulsanti grafici

Quando un’immagine è dentro un link o un pulsante, il testo alternativo deve esprimere l’azione o la destinazione. Un’icona a forma di lente non dovrebbe essere chiamata “Lente di ingrandimento”, ma “Cerca”. Un’icona del carrello può diventare “Vai al carrello” oppure “Carrello, 3 prodotti”, se il numero degli articoli è disponibile e aggiornato.

Questa distinzione è decisiva nei flussi commerciali: ricerca, login, checkout, download, prenotazione e assistenza. Se l’utente non capisce la funzione del controllo, non può completare l’operazione in autonomia. In questi casi, un testo alternativo corretto tutela anche un KPI concreto: la capacità del sito di far concludere un’azione.

Immagini decorative

Se un’immagine è puramente estetica e non porta informazione, non deve essere letta dallo screen reader. In HTML, la scelta appropriata è in genere un attributo `alt` vuoto: `alt=””`. Questo segnala alle tecnologie assistive che l’elemento può essere ignorato.

Lasciare del tutto assente l’attributo `alt` non è la stessa cosa. L’assenza può portare il lettore di schermo a comunicare il nome del file, con risultati come “banner-finale-definitivo-2.jpg”. È un’esperienza inutile, a volte incomprensibile.

Immagini con testo incorporato

Se la grafica contiene parole necessarie per comprendere un messaggio, quelle parole devono essere disponibili anche in forma testuale. Un’immagine con la scritta “Spedizione gratuita fino a domenica” richiede un’alternativa equivalente, salvo che lo stesso messaggio sia già presente e chiaramente associato nel testo della pagina.

La soluzione più affidabile resta evitare di affidare informazioni essenziali soltanto a un’immagine. Il testo HTML è più adattabile, ingrandibile, traducibile e leggibile dalle tecnologie assistive. Per loghi e marchi, è generalmente sufficiente il nome dell’organizzazione o del prodotto rappresentato.

Grafici, mappe e infografiche

Un grafico non si rende accessibile con un alt generico come “Grafico delle vendite”. Occorre offrire il messaggio principale e, quando i dati servono per prendere decisioni, mettere a disposizione i valori completi in una tabella o in una descrizione testuale vicina.

Un buon alt potrebbe sintetizzare: “Le vendite online crescono del 18% nel secondo trimestre, trainate dal canale mobile”. La tabella associata consente poi di consultare mesi, valori e confronti. In questo modo chi usa uno screen reader non riceve solo l’esistenza del grafico, ma può accedere al contenuto decisionale che il grafico comunica.

Gli errori che fanno fallire la verifica

Il primo errore è usare testi automatici non revisionati. Le piattaforme CMS e gli strumenti di intelligenza artificiale possono proporre descrizioni iniziali, ma non conoscono sempre lo scopo editoriale, commerciale o funzionale di un’immagine. “Persona sorridente davanti a un computer” può essere accurato, ma irrilevante in una pagina che promuove un servizio di consulenza.

Il secondo è ripetere informazioni già disponibili. Se una didascalia dice “Il team di assistenza risponde entro 24 ore”, un alt identico può creare duplicazione. In certi contesti è preferibile un alt vuoto, purché l’immagine non aggiunga un significato diverso.

Il terzo è usare parole chiave SEO al posto di descrizioni utili. Riempire l’alt con query, località e nomi di prodotto non pertinenti peggiora l’esperienza e non risponde ai requisiti WCAG. La SEO e l’accessibilità possono lavorare insieme quando il testo è fedele, specifico e utile, non quando viene forzato.

Infine, attenzione alle immagini caricate dagli utenti, ai prodotti di catalogo e ai contenuti pubblicati da più reparti. Sono le aree in cui l’errore si replica più velocemente. Un processo editoriale senza regole può generare centinaia di alternative assenti o incoerenti in poche settimane.

Un processo operativo per siti e team multi-contenuto

La conformità non dovrebbe dipendere dalla memoria del singolo redattore. Serve una regola editoriale condivisa, applicata dal design alla pubblicazione. Ogni nuovo componente grafico andrebbe classificato già in fase di progetto: informativo, funzionale, decorativo o complesso. Questa scelta orienta sviluppo, contenuti e test.

Per i cataloghi e-commerce, conviene definire standard per immagini prodotto, varianti, immagini di dettaglio e controlli di galleria. Non tutte le foto richiedono una descrizione estesa, ma ogni immagine che permette di distinguere un articolo, una variante o una caratteristica significativa deve trasmettere quella differenza.

Le agenzie e i team che gestiscono più siti beneficiano di checklist riutilizzabili nel CMS e nei flussi di approvazione. Il controllo manuale resta essenziale per stabilire se il testo è davvero equivalente. Le scansioni automatiche, invece, aiutano a individuare attributi mancanti, errori di implementazione e regressioni dopo release o aggiornamenti dei contenuti.

Verificare gli alt text oltre lo scanner

Uno scanner può segnalare immagini senza `alt`, ma non può decidere con certezza se “Uomo con laptop” sia l’alternativa giusta per un’immagine che funge da pulsante di assistenza. Per questo, una verifica affidabile combina automazione e valutazione umana.

Il test dovrebbe considerare le pagine ad alta priorità: home page, schede prodotto, ricerca, carrello, checkout, moduli di contatto, aree riservate e documenti informativi. È utile navigare con tastiera e screen reader, verificando che i controlli grafici abbiano nomi comprensibili e che nessuna informazione decisiva sia affidata solo al colore o a un’immagine.

Inclusivia supporta questo approccio con scansioni ricorrenti e interventi specialistici, così da trasformare le segnalazioni in attività di remediation tracciabili. Il monitoraggio è particolarmente utile quando il sito viene aggiornato spesso: l’accessibilità non è un risultato da dichiarare una volta, ma una condizione da mantenere.

Un alt text ben scritto non è una formalità nascosta nel codice. È il punto in cui un contenuto visivo diventa disponibile anche per chi non lo vede, e in cui un’organizzazione dimostra che il proprio servizio è progettato per essere realmente utilizzabile da tutti.